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Bad day

18/05/2514
Safeport, h.10.54

Siamo ancora bloccati su questo cesso di pianeta in attesa che ci arrivino i pezzi necessari per riparare la Banshee. Sono due giorni che ci spostiamo da un punto "sicuro" all'altro, tra canyon desolati sotto un cielo viola quanto il mio umore. 
Per quanto ne sappiamo il dottor Zaret potrebbe anche essere già morto, e la cosa che più mi fa imbestialire è che proprio quando avevamo un piano ci hanno fatto saltare dei pezzi di nave, riducendoci come animali in gabbia.
Scommetto che la Flotta non sta facendo nulla per trovare Akurl. Sono bravi solo a parlare e a prendersela con le persone innocenti, ma quando si tratta di prendere dei fottutissimi criminali improvvisamente spariscono dalla circolazione, riapparendo solo quando è il momento di metterti i bastoni tra le ruote mentre stai facendo il tuo dannato lavoro. E se anche li prendessero cosa farebbero loro? Li sbatterebbero in cella per quanto? Una settimana, due? E poi tornerebbero liberi di rapire, bombardare, uccidere, rubare. 
Sono nata e cresciuta su Capital City, ma penso che la gente dei pianeti centrali non si renda conto di come stiano le cose là fuori, visto che non credono nella pena di morte.
Negli ultimi anni ho visto così tanta morte e così tante ingiustizie che a volte ho la tentazione di mandare a 'fanculo le leggi dell'Alleanza e andare a far giustizia da me. Prenderei tutti quelli che volano su quell'Avenger e li riempirei di pallottole, uno per uno, affinché mi restituiscano il dottore, perché sono certa siano stati loro a rapirlo. Se solo riuscissimo a trovarlo e scoprissi che gli hanno torto anche solo un capello, li ricambierei con la stessa moneta, triplicandola.
Sono stanca di questo poso, e il mio fegato sta per scoppiare. Devo aver perso almeno un chilo in questi due giorni, dato che ho snobbato il cibo per dedicarmi all'alcool. Non ho parlato granché nemmeno con gli altri, e mi sento uno schifo per questo, ma non riesco a darmi pace. Nemmeno Cagnaccio riesce a starmi vicino e tirarmi su di morale, sembra essere stato influenzato dalla rabbia e dallo sconforto di tutti.
Come se non bastasse, Zoya si è messa a piangere sul latte versato dopo aver fatto mille cazzate, offendendosi perché quando è uscita dal carcere non ha trovato nessun Phantom ad accoglierla a braccia aperte, pur sapendo che io fossi bloccata su Greenfield accusata di occultamento di cadavere prima, e su Safeport poi, e pur sapendo che la massima priorità va al ritrovamento del dottor Zaret, situazione grave che lei, in quanto ex complice di Murdock, dovrebbe conoscere molto bene.
A volte mi chiedo dove sbaglio, e se il resto dell'equipaggio capisca quanto tenga ai Phantom, se capisca che sarei disposta a dare la mia vita per loro. Mi chiedo se vedano i miei sforzi o se siano troppo presi dalle loro tresche amorose, dai loro segreti, dai loro rimpianti per rendersi conto che io vivo per loro e per quella dannata nave. 
Mickey, quel rozzo barman del Crazy Horse, si è offerto di prendersi dei giorni di ferie e di raggiungermi, ma gli ho fatto capire che no, non voglio lo faccia. In realtà ho mentito, una presenza allegra come la sua gioverebbe sicuramente al mio umore, ma non voglio creare problemi agli altri e soprattutto non voglio rischiare di mettere un'altra vita in pericolo, dato che ovunque metta piede mi ritrovo in qualche guaio.
Vorrei solo dormire, e svegliarmi solo quando i guai saranno stati risolti.
Ma non posso, e sono adulta, e l'unica cosa che posso fare è lucidare le mie revolver in attesa che l'equipaggio di Vergil ci porti il portellone di carico nuovo in modo da poter andare a caccia di stronzi.
Che brutta giornata.

Beasts

Bip. La registrazione video è stata avviata dal cortex pad, modalità infrarossi attiva.


Il volto di Lydia è pallido e sconvolto, i capelli corti fradici, qualche ciocca appiccicata alla fronte e qualcosa di parecchio grosso avvolto in un panno giace sulla sua spalla destra.
"Qui Lydia Evans, è il sette maggio e ci troviamo nella sede della GenTech, rotta 3-2-0, su un asteroide posizionato tra il Rim e il Border." 
Si guarda attorno per un breve istante, una ruga di preoccupazione a solcarle la fronte. Di sottofondo si sente il suono di qualche tuono molto forte, segno che c'è un temporale in corso.
"Quinn, puoi far luce?" Domanda il capitano dei Phantom Contractors, inquadrando la donna coi capelli biondi dal naso arricciato in una smorfia di disgusto. "Attiva la modalità infrarossi, non so quanto possa resistere la carica" le risponde, strappandole un piccolo sospiro rassegnato. "E' già attiva."
L'inquadratura si sposta sull'uomo altissimo, biondo, intento a scattare foto a vari terminali spenti.
E' una stanza piuttosto grande, terminali e computer disposti sulle pareti, i vetri delle finestre sfondati, alcuni rampicanti stanno iniziando a fare capolino. A terra dei corpi, che la telecamera inquadra da vicino. Sono uomini con una divisa blu di provenienza sconosciuta, piegati in posizioni innaturali, le ossa spezzate, frantumate, brandelli di carne in putrefazione ancora attaccati ai teschi.
"Cosa hanno fatto..." mormora la voce di Lydia, flebile.
L'inquadratura trema, e inizia a spostarsi verso l'esterno della stanza, lasciandosi il vociare di Ace e Quinn alle spalle. C'è un corridoio disseminato di cadaveri e di riproduzioni di quelli che sono, letteralmente, dei mostri. Grossi, spaventosi, sembrano enormi rettili con fauci terrificanti e occhi piccoli e minacciosi. Sono identificati con delle targhette che riportano quelli che, probabilmente, sono i loro nomi: Tirannosauro, Brontosauro, Raptor, Triceratopo... 
"Sono quelli che a quanto pare vengono definiti "dinosauri", ma non so esattamente cosa siano. Ostili, questo è sicuro, a giudicare da come hanno ridotto questo posto. Sono qua fuori, fanno tremare il terreno, urlano. Forse vogliono darci la caccia."
Una pausa, mentre la telecamera si ferma di fronte a quello che è un Tirannosaurus-rex della Terra-che-fu, i denti aguzzi e la pelle squamosa come quella dei rettili.
"Questo posto è completamente abbandonato, ci sono erbacce e rampicanti che si arrampicano sul cemento, ma probabilmente fino a un paio di anni fa era la sede di una corporazione scientifica che ha cercato rifugio su un meteorite sconosciuto a chiunque per poter eseguire degli esperimenti in totale libertà" constata la voce di Lydia, prima che la telecamera le faccia un primo piano. Si mordicchia il labbro inferiore con fare nervoso, sistemandosi il fagotto in spalla. "La base era protetta da una recinzione elettrificata che sicuramente serviva a tenere lontane le bestie che creavano con i loro esperimenti, che dovrebbero essere quelle che ho appena inquadrato." 
Piega le labbra carnose in una smorfia disgustata, fissando un punto oltre la telecamera con la quale si sta riprendendo.
"Non è servito. Quelle cose hanno squarciato le reti e hanno fatto fuori tutti gli uomini, fuori e dentro la base, e ora girano indisturbate per la giungla di questo meteorite, sotto un temporale perenne e un cielo nero come la pece. Sembra di essere in un film dell'orrore, cazzo." 
Un altro tuono fa vibrare quello che è rimasto dei vetri delle finestre e la fa sobbalzare lievemente, quasi temesse di trovarsi alle spalle una di quelle creature riprodotte nei modelli registrati poco prima.
"Il lezzo di morte e putrefazione qua dentro è asfissiante, eppure ho avuto il coraggio di far su uno degli uomini nel mio cappotto e di caricarmelo in spalla per farlo esaminare dal dottor Zaret." ... "Fa paura. Fa paura pensare a cosa hanno fatto, a cosa hanno creato."
Tace per un minuto buono, lo sguardo perso in un mare di riflessioni, timori, incertezze.
"Abbiamo provato ad attivare i terminali, ma abbiamo bisogno di un generatore. Questo significa che dovremo tornare quanto prima per scaricare i dati e scoprire che diavolo di esperimenti facessero quei pazzi. L'idea di rimettere piede su questo posto ed esplorarlo meglio mi fa rivoltare le viscere e mi fa eccitare al tempo stesso, forse la pazza sono io." 
Un sospiro, il volto di Lydia illuminato da un lampo particolarmente intenso, seguito dal rombo violento dell'ennesimo tuono.
Le voci di Quinn e Ace interrompono l'intimo momento di riflessione, intimando il Capitano a spegnere e andarsene da lì per tornare alla nave, alla adorata Banshee, la salvezza in mezzo a un mondo selvaggio e pericoloso.
"E va bene. Ma non finisce qui" mormora Lydia, schiarendosi la voce per cercare di mascherare quanto debole sia.


Bip. La registrazione video è stata interrotta, modalità infrarossi disattivata.

To make someone happy

16/04/2514
h.00.30
Luna Verde di Deadwood


Uomini della terra, così ci hanno chiamato quei bambini urlanti e felici quando hanno raggiunto il magazzino che stavamo sorvegliando.
Noi eravamo gli uomini che stavano aiutando quei campesinos a cambiare le loro vite sorvegliando il capannone nel quale si trovava il prezioso prodotto che avrebbe reso le loro terre nuovamente fertili.
Ma questa volta non ci sarà la Triade a illuderli di poter donare loro una vita migliore coltivando droga, la stessa droga che ha ucciso Ryan e chissà quante altre persone. Come si può considerare il Blast una salvezza, una fonte di vita e di speranza? 
Mio padre mi ha sempre detto che la gente del Rim è ignorante e che la loro linea di pensiero va cambiata radicalmente, anche con la forza se necessario. Vorrei poter avere il suo volto duro e i suoi occhi di ghiaccio davanti per potergli sputare sugli anfibi lustrati da militare alleato e dirgli che l'ignoranza di quella gente va combattuta con dei buoni gesti e con la gentilezza, che quello è l'unico modo per rendere la loro vita migliore.
Quelle donne ci hanno donato delle stuoie intrecciate da loro poco prima, un oggetto per loro di grande importanza con il quale hanno voluto ringraziarci e dimostrarci che sono grati. Danzavano attorno al fuoco e cantavano inni di gloria, erano felici, e non c'è nessuno che possa impedirmi di continuare a combattere per aiutare qualcuno.
Non può la Triade, né mio padre. Nessuno può farlo.

Fear of the dark

Lo spazio ignoto.
Non credevo avremmo sentito l'oscurità premere così tanto contro la Banshee, scivolare all'interno della plancia e rendere l'aria così densa di tensione, di paura. 
La nostra giovane addetta ai sensori stava parlando dei Marauders con voce tremante quando i nostri sensori hanno rilevato qualcosa di anomalo e spaventosamente grande. I valori di massa e stazza erano totalmente fuori scala rispetto a qualsiasi vascello conosciuto, si trattava di qualcosa di enorme che supera sicuramente di cinque volte una corazzata pesante alleata. Gli ASU-3 hanno rilevato trenta tubi di lancia siluri e banchi laser, e a bordo c'erano più di tremila persone. Non credevo ai miei occhi mentre osservavo lo schermo di fronte a me. Una cosa del genere potrebbe demolire un'intera luna, è incredibile. Noi, sulla nostra Firefly, eravamo delle formichine indifese di fronte a una vera e propria città volante. 
Ho avuto paura quando ci hanno agganciati.
Mi è venuta in mente la nostra nave distrutta, l'equipaggio fatto a pezzi da qualcosa di sconosciuto e immensamente superiore a noi. Le nostre vite avrebbero potuto finire lì, in mezzo al nulla, senza che noi potessimo difenderci in alcun modo.
Per questo ho dato immediatamente ordine di disingaggiarci e attivare il booster. Siamo riusciti a scappare, e onestamente credo sia stato possibile solamente perché abbiamo agito in modo rapido. Un solo istante in più e ci avrebbero silurati.
Ora non riesco a fare a meno di domandarmi che cosa ci fosse lì davanti a noi, pronto a mangiarci vivi.
Che i Marauders delle leggende siano veri? Eppure non riesco a fare a meno di domandarmi, nel caso la risposta fosse affermativa, come possano essere così ben organizzati.
Potrebbero essere, in alternativa, degli Indipendentisti disertori. Si dice che John Roscoe il Grizzly abbia rubato un incrociatore con un manipolo di uomini e sia sparito, ma come si è procurato tremila uomini e tutte quelle armi?
Il mio stomaco fa le capriole se penso a quanto pericolosa sia quella "cosa" e a quanto importanti siano i dati che abbiamo rilevato.
Ho intenzione di alzare il prezzo con la Blue Sun e indagare, perché non credo nella vita si possano vivere spesso cose del genere. E' un'incognita troppo grande, troppo letale perché io me la lasci scivolare via dalle mani con così tanta facilità.
Lo spazio ignoto nasconde un sacco di insidie segrete, e io ho intenzione di svelarne una, costi quel che costi, perché la paura che ho provato non ha fatto che rendermi più determinata.
Mi mancava quella sensazione, i muscoli del corpo tesi all'inverosimile e il cuore che batte all'impazzata nel petto, minacciando di sfondarlo. In questi ultimi giorni non ho fatto che sentirmi morta, e solo il rischio riesce a farmi sentire così viva. Mi era mancato da impazzire, come fosse una droga da cui non posso disintossicarmi. Questo mio amore per il pericolo non mi permette di avere abbastanza paura da non rischiare.
Perché non si può avere paura di ciò che non si conosce.

Betrayal

24/03/2514
h.01.00

Tradire.
Ingannare qualcuno, violare un patto, venire meno a un obbligo vincolante, alla fede data.
Rivelare ciò che doveva restare nascosto: tradire un segreto; svelare.

Questo fa di me una traditrice?
Essere sincera, onesta, agire per il bene degli altri significa tradire?
Sono impulsiva, e troppo spesso tendo ad agire senza ricordare che non sono l'unica a subire le conseguenze delle mie azioni. 
E' la prima volta che i lavori che svolgo si scontrano dolorosamente, inesorabilmente, a causa di un mio passo falso. Ho fallito, e "fallimento" significa anche deludere una delle due parti.
Ultimamente faccio solo danni, e ora mi chiedo se le mie azioni non siano altro che la conseguenza di ciò che sono realmente: un fallimento totale.

Where is my mind?

With your feet in the air and your head on the ground, try this trick and spin it. Your head will collapse if there's nothing in it and you'll ask yourself: "where is my mind?"

10/03/2514
h. 06.31


"Dov'è la mia mente?"
Me lo sono chiesta spesso, ultimamente.
Credo di averla persa. Forse è rimasta alle mie spalle, assieme ai ricordi. Forse l'ho voluta chiudere in un armadio buio a tenere compagnia ai miei scheletri.
Questa notte è stata l'ennesima battaglia, forse in risposta ai discorsi fatti con il dottor Blackbourne e il dottor Ritter. Il primo non ha fatto che ribadire quanto deciso sia a combattere per i propri ideali, per quello in cui crede, senza paure, pronto a morire per difendere la propria causa. Il secondo invece crede che morire combattendo sia egoista, perché in effetti è più facile morire gloriosamente che restare in vita, feriti e col cuore spezzato per sempre. 
Quando sono con il dottor Ritter la velocità con cui riesco a scolarmi diversi bicchieri di whisky è impressionante, così come lo è il modo in cui le parole scivolano rapide fuori dalle nostre labbra. E' un ottimo interlocutore, acuto. Dietro il velo che rende opaco il suo sguardo si nasconde un attento osservatore, ne sono certa. Lui ha capito come sono veramente, ma non sembra essere rimasto deluso dalla mia fragilità interiore.
Abbiamo discusso il passaggio de "Il Piccolo Principe" che mi aveva colpita leggendolo, quello della volpe e del campo di grano, e ci siamo trovati d'accordo sul fatto che il principe si sia dimostrato crudele ad abbandonare la volpe, lasciandola lì a consolarsi col suo solitario campo di grano.
Il fatto che il libro descriva la realtà dei fatti, ovvero che gli esseri umani non facciano che addomesticarsi a vicenda in continuazione, non toglie che rimanga un libro per bambini: nella realtà la volpe avrebbe il cuore spezzato, e il campo di grano vuoto non farebbe che rendere il suo dolore più intenso, giorno dopo giorno.
Nella vita c'è chi addomestica e abbandona, come è solito fare il dottor Ritter, e chi si lascia addomesticare e rimane solo a soffrire, come sono solita fare io.
Nonostante tutto sono felice di aver parlato con lui fino alle due del mattino, annegando le parole nell'alcool. Mi ha... aiutata, in un certo senso.
Ora osservo l'alba dalla finestra del soggiorno della casa che ho affittato qui su Greenfield, con Cagnaccio che dorme ai piedi del divano. La luce filtra debole e pallida attraverso il vetro, e il silenzio denso mi fa sentire così sola che vorrei mandare una mail a Brent e chiedergli di raggiungermi.
Brent, che con i suoi abbracci e i suoi baci è più pericoloso di me con le revolver tra le mani. Dovrei stargli lontana per un po', non voglio abituarmi alle sue braccia, ai suoi occhi. Siamo solo "amici di letto", non posso cercarlo anche quando vorrei solamente essere consolata. L'altra notte siamo rimasti abbracciati a dormire assieme nel suo alloggio su Hall Point, senza nemmeno fare sesso. E' una cosa che mi confonde, ma ho intenzione di lasciare la confusione lì dov'è. Troppe domande possono fare solamente male.
Potrei chiamare Jennifer, ma credo sia ancora arrabbiata con me per quella storia del nomignolo. Mi chiamava "Bao bei", tesoro. Le ho detto che è un nomignolo idiota, e si è offesa tantissimo. Dovrò trovare il modo di farmi perdonare, e sicuramente comprarle altri mostriciattoli giocattolo non è una buona idea.
Sono un disastro con le persone.
Where is my mind?

The neverending why

05/03/2514
h.13.20

Capitano Evans.
Nonostante ci abbia dormito su, continua a suonarmi troppo strano.
Pensare che ora sono io a custodire le chiavi della Banshee, a tenere in piedi i Phantom mi fa pensare che sia tutto sbagliato. Io sono sbagliata. Non è il ruolo che fa per me, non è il ruolo che volevo, ma non potevo dire di no a Quinn. Tengo troppo a questo equipaggio per distruggerlo, quindi ho deciso di assumermi questa responsabilità, per quanto grande essa sia.
Ho mandato giù la pessima notizia assieme a una bottiglia di whiskey, cosa che mi ha fatta crollare come una pera cotta, permettendomi di dormire serena tutta la notte. Questa mattina mi sono svegliata vestita, con il braccio di Jennifer che mi cingeva la vita da dietro. Inizialmente mi sono sentita confusa, poi ho ricordato tutto. Ieri sera l'ho baciata, e lei ha baciato me. Un contatto molto casto, innocente quasi. A dire il vero non so perché l'ho fatto, non credo si tratti solo del fatto che ero ubriaca, e nemmeno che riguardi solamente la mia curiosità nei confronti di un possibile rapporto con un'altra donna. Jennifer è un'amica di quelle che ho sempre desiderato avere, e in questo ultimo periodo mi è stata vicina. 
Non riesco a trovare risposte alle mie domande ultimamente. 
Mi piace andare a letto con Brent, mi piace quando mi bacia, e non so perché. Mi è piaciuto svegliarmi con Jennifer a fianco, nonostante questa vicinanza mi abbia messa lievemente a disagio una volta sobria, e non mi so spiegare il motivo. Sto combattendo per aiutare Mughain ed Evah, ma il fatto che lo faccia per un determinato ideale non è sufficiente a rispondere alla domanda: "perché?"
Forse il mio nuovo ruolo di capitano mi aiuterà a lasciare da parte tutta questa confusione e concentrarmi unicamente sul lavoro.
Alla fine dei conti è sempre questo che mi salva.

Stronger

19/02/2514
h. 19.30

Ultimamente ogni cosa sembra andare sempre peggio, mi sono addirittura ritrovata con il setto nasale fratturato e costretta ad usare una stampella e un tutore per la caviglia a causa di una rissa su Safeport... Tutto questo nel tentativo di origliare qualcosa su quei maledetti Dust Devils per quei maledetti di Baylong.
Ultimamente i terroristi hanno deciso di alzare la voce su Greenfield, attaccando gli Alleati e attaccando volantini rivoluzionari in giro per Oak Town. Mi spiace dover indagare su di loro, dato che credo più nei loro ideali che in quelli dell'Alleanza. Li capisco, per quanto non sappia cosa voglia dire aver perso una guerra. Ma posso comprendere l'odio viscerale che ribolle nelle loro vene, un odio che ti porta a fare qualsiasi cosa per vendicarti. Fatto sta che mi tocca cercarli e anche trovarli, se non voglio che quelli di Baylong vengano a prendersi un arto per ognuno dei Phantom con la scusa che li abbiamo delusi.


Oggi ho fatto una passeggiata con Quinn nei pressi della Quercia Nera, dato che è lì che i Dust Devils hanno attaccato i soldati alleati un paio di giorni fa. Abbiamo dato un'occhiata in giro e abbiamo cercato di decidere come muoverci, e poi siamo finite su argomenti poco piacevoli, come l'aver perso una persona che si amava. Ho scoperto che anche lei ha perso un uomo, e con perso intendo... Perso per sempre. Un po' come io ho perso Ryan. 
Ci siamo scambiate un paio di battute, decidendo che i nostri cani meritano sicuramente più affetto degli uomini, e concluso il discorso credo di aver ritrovato un po' di forza, e ne avevo davvero bisogno dato che ultimamente mi sono sentita troppo debole.
Devo cancellare Christyan dalla mia vita, poi sarò di nuovo forte.

Troubles

17/02/2514
h.11.30

Le cose vanno inesorabilmente male.


Sullo Skyplex c'è un sacco di lavoro a causa del casino causato dai misteriosi figuranti, e non riusciamo a venirne a capo pur collaborando con l'Alleanza. Continuano ad accadere cose strane, a sbucare nuovi nomi e nuovi fatti e le informazioni che raccogliamo non sono mai abbastanza.


Siamo rimasti in quattro nei Phantom, e ci siamo ficcati in uno dei guai peggiori che potessimo trovare.
Sentivo fin dall'inizio che non avremmo dovuto accettare l'incarico di Baylong: trovare un'associazione di presunti terroristi è un compito difficile e non assicura successo, e la fama della gentaglia per cui stiamo lavorando non promette nulla di buono. Pare siano in qualche modo associati con la Triade, che siano invischiati in traffici illegali e che spariscano persone con una certa frequenza lì da loro. 
Ieri hanno minacciato Quinn, e io non voglio e non posso permettere venga fatto qualcosa a lei o agli altri. Soprattutto a lei, visto che non sa usare una pistola e difendersi nel caso ce ne fosse bisogno.
Comincio a pensare che invece di dare la caccia a questi Dust Devils dovremmo trovarli e associarci con loro in modo da far fuori chiunque abbia a che fare con Baylong. 
Non faccio questo lavoro per arricchirmi, non me ne frega niente dei soldi che guadagno finché ne ho abbastanza per tirare avanti, io lavoro per aiutare chi ne ha bisogno, non per essere minacciata e sottostare a quella gente. Siamo i loro burattini, e se non ci muoviamo a fare qualcosa probabilmente saremo noi i prossimi a sparire dalla circolazione perché ci faranno fuori.
Questa sera ci siamo organizzati per andare a Safeport e indagare sui DD, ma non sono più motivata. 
Non ho paura, l'idea di farmi del male o di essere ammazzata non mi spaventa, ciò che temo è essere soggiogata da questa gente. 
Mi sento in gabbia, e probabilmente lo siamo tutti nei Phantom. 
Baylong ci ha messi in gabbia e ha gettato via la chiave.


E poi... Poi Christyan è sparito. Non si fa sentire da giorni, e io ho davvero il timore gli sia successo qualcosa.
Dove diavolo sei finito?

Out of danger

03/02/2514
h. 00.40


Questa sera abbiamo preso i furgoni dei mercenari a Koroleva.
Quanto mi era mancata quella sensazione che si prova prima di premere il grilletto.
Con quella mitragliatrice mi sono sentita potente, soprattutto perché sapevo che stavo facendo qualcosa per cui mio padre mi odierebbe ancora di più se mai lo venisse a sapere.
Potevo sentire l'odore intenso del pericolo, il sangue mi ribolliva nelle vene, e Christyan era di fianco a me a guidare il Thor contro quei mercenari. In quel momento abbiamo pensato solo a fare il nostro dovere, ma dopo... 
Dopo è stato bellissimo.

Tiny Flower

01/02/2514
h.15.01

Odio che grazie alla splendida idea di Rust tutti abbiano iniziato a chiamarmi Fiorellino.
Sembro innocua, ma non la sono. 
Oggi mi sono allenata con Mat e ho avuto modo di sfogarmi: finalmente un degno avversario! Ci siamo presi a pugni e calci come si deve, tant'è che mi fa davvero male lo stomaco, ma è stato utile, nonostante la mia furia abbia lasciato intuire a Mathias che ci sia qualcosa del mio passato che mi porta ad essere così aggressiva.
Ma la domanda sorge spontanea: per quale motivo mi devono chiamare Fiorellino quando cerco di soffocare tutto ciò che c'è di dolce in me giorno dopo giorno?
Non voglio essere un fiorellino, non voglio essere fragile.
Combatto giorno dopo giorno con il mio passato e con quello che sono diventata, e mi chiedo per quale motivo mi devono chiamare così quando ho il gambo spezzato e non vedo la primavera da troppo tempo.
Odio che mi chiamino Fiorellino, ma immagino dovrò farci il callo.

Bad Ideas

31/01/2514
h.9.29

Dopo averci dormito su, sono sempre meno convinta del "geniale piano" proposto da Guy secondo il quale mi dovrei vestire come una prostituta e farmi trovare in mezzo alle munizioni per distrarre i mercenari che dobbiamo fare fuori.
Penso lo farei solo se mi dessero la possibilità di nascondere la pistola nel reggiseno, o qualcosa del genere.


Comincio a pensare che lavorare con degli uomini non sia poi così vantaggioso.

Fear of memories

29/01/2514
h. 21.00

Oggi ho fatto un giro per Oak Town con Quinn per farmi un'idea della zona in cui potrei trovare casa, e durante la passeggiata abbiamo incontrato Eli. Entrambi sembrano aver preso in simpatia Cagnaccio e soprattutto si sono rivelate persone discrete, che non amano ficcare il naso negli affari altrui, quindi tutto sommato ho apprezzato la compagnia, almeno finchè non si è fermato un Thor sulla strada e dal finestrino oscurato ha fatto capolino un agente dell'Alleanza. Per un brevissimo istante ho creduto mio padre avesse mandato qualcuno a cercarmi, poi mi sono resa conto che lui mi ha cancellata dalla sua vita ormai. L'agente voleva solo controllare i nostri IdN, ma i ricordi sono tornati prepotenti nella mia testa, facendola pulsare. Ero tentata di chiedergli se conoscesse mio padre, ma quando mi ha augurato buona giornata chiamandomi per cognome non mi è sembrato incuriosito, segno che probabilmente non sa chi sia Robert Evans. 
A volte mi chiedo se i miei genitori stiano bene, se sentano la mia mancanza. Forse mia madre sì, e fa male immaginarla persa nella sua solitudine. Le ho spezzato il cuore, ma ormai non posso più tornare indietro. Non voglio tornare indietro.
Dopo un po' io e Eli siamo rimasti soli e parlando, non so perchè, gli ho confessato la mia paura riguardo i sentimenti, così ha voluto raccontarmi una storia per farmi capire che non dovrei temerli così tanto. 
Non credo sia possibile cancellare i miei timori così facilmente, non credo riuscirò mai a farlo, ma la storia di Eli mi ha fatto riflettere, mi ha fatto rendere conto che Christyan mi manca. 
Vorrei scrivergli e chiedergli scusa per essere sparita, ma in tutti questi giorni ho ricevuto una sola mail da parte sua e questo mi fa pensare che forse non gli importa così tanto di me.
Una volta mia madre mi disse che se una cosa ti fa paura, devi farla con paura e se non ti fa paura allora il tuo desiderio non è abbastanza grande.
Quanto vorrei poterle dire che aveva ragione a dirlo, ma che più il desiderio è grande più la paura è enorme e invincibile...

Ghost in the Shell

27/01/2514
h. 10.00

Ieri sera io e i Phantom siamo andati al Black Oak Ranch a ritirare le casse che dovremo portare con la Banshee fino a Cap City, e a dirla tutta sono contenta di aver avuto qualcosa da fare. Se fossi rimasta da sola penso che avrei finito con l'ubriacarmi mentre Christyan mi cercava sul Cortex, e ignorare la sua mail si sarebbe rivelato più difficile.
Ho apprezzato la discrezione di Mat e Garreth nel vedermi di pessimo umore ed evitare di farmi domande, e ho anche apprezzato la nuova conoscenza che ho fatto: Roona Mei è una donna gentile che lavora lì al Ranch e con la quale ho avuto modo di scambiare una chiacchierata davanti a una cioccolata calda, che si è rivelata più confortatrice di una bottiglia di liquore.
Credo che vivere a Oak Town sarà sicuramente meglio, su Greenfield puoi respirare un'aria più libera, puoi perderti a osservare l'orizzonte quando a Cap City vedi solo palazzi, puoi passeggiare in silenzio per ore.


E' una svolta, la svolta che cercavo, ma non mi spiego perchè questo mi faccia così tanta paura.
Sono confusa e mi sento fragile, quando in tutti questi anni ho lottato per crearmi una corazza.
Ho iniziato a diciotto anni, quando me ne sono andata di casa per andare a vivere con Ryan.
Ai tempi ero così esasperata, così stanca della mia vita che decisi che quel quindici luglio sarebbe stato il giorno in cui tutto sarebbe cambiato: mi lasciai alle spalle ogni bel vestito che mia madre mi aveva comprato e iniziai a girare con una pistola appesa al fianco, ripetendomi che ora ero libera e nessuno mi avrebbe più imposto nulla.
Mi sedetti di fronte allo specchio nella mia nuova camera e con una forbice mi tagliai i capelli da sola, osservando ogni riccio che toccava il pavimento come fosse un ricordo che avevo deciso di recidere, soffocare, calpestare.
Non mi sono mai più fatta crescere i capelli da allora. Credo sarebbe come levarmi la corazza di dosso, e io
non posso permettermelo.