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Betrayal

24/03/2514
h.01.00

Tradire.
Ingannare qualcuno, violare un patto, venire meno a un obbligo vincolante, alla fede data.
Rivelare ciò che doveva restare nascosto: tradire un segreto; svelare.

Questo fa di me una traditrice?
Essere sincera, onesta, agire per il bene degli altri significa tradire?
Sono impulsiva, e troppo spesso tendo ad agire senza ricordare che non sono l'unica a subire le conseguenze delle mie azioni. 
E' la prima volta che i lavori che svolgo si scontrano dolorosamente, inesorabilmente, a causa di un mio passo falso. Ho fallito, e "fallimento" significa anche deludere una delle due parti.
Ultimamente faccio solo danni, e ora mi chiedo se le mie azioni non siano altro che la conseguenza di ciò che sono realmente: un fallimento totale.

Where is my mind?

With your feet in the air and your head on the ground, try this trick and spin it. Your head will collapse if there's nothing in it and you'll ask yourself: "where is my mind?"

10/03/2514
h. 06.31


"Dov'è la mia mente?"
Me lo sono chiesta spesso, ultimamente.
Credo di averla persa. Forse è rimasta alle mie spalle, assieme ai ricordi. Forse l'ho voluta chiudere in un armadio buio a tenere compagnia ai miei scheletri.
Questa notte è stata l'ennesima battaglia, forse in risposta ai discorsi fatti con il dottor Blackbourne e il dottor Ritter. Il primo non ha fatto che ribadire quanto deciso sia a combattere per i propri ideali, per quello in cui crede, senza paure, pronto a morire per difendere la propria causa. Il secondo invece crede che morire combattendo sia egoista, perché in effetti è più facile morire gloriosamente che restare in vita, feriti e col cuore spezzato per sempre. 
Quando sono con il dottor Ritter la velocità con cui riesco a scolarmi diversi bicchieri di whisky è impressionante, così come lo è il modo in cui le parole scivolano rapide fuori dalle nostre labbra. E' un ottimo interlocutore, acuto. Dietro il velo che rende opaco il suo sguardo si nasconde un attento osservatore, ne sono certa. Lui ha capito come sono veramente, ma non sembra essere rimasto deluso dalla mia fragilità interiore.
Abbiamo discusso il passaggio de "Il Piccolo Principe" che mi aveva colpita leggendolo, quello della volpe e del campo di grano, e ci siamo trovati d'accordo sul fatto che il principe si sia dimostrato crudele ad abbandonare la volpe, lasciandola lì a consolarsi col suo solitario campo di grano.
Il fatto che il libro descriva la realtà dei fatti, ovvero che gli esseri umani non facciano che addomesticarsi a vicenda in continuazione, non toglie che rimanga un libro per bambini: nella realtà la volpe avrebbe il cuore spezzato, e il campo di grano vuoto non farebbe che rendere il suo dolore più intenso, giorno dopo giorno.
Nella vita c'è chi addomestica e abbandona, come è solito fare il dottor Ritter, e chi si lascia addomesticare e rimane solo a soffrire, come sono solita fare io.
Nonostante tutto sono felice di aver parlato con lui fino alle due del mattino, annegando le parole nell'alcool. Mi ha... aiutata, in un certo senso.
Ora osservo l'alba dalla finestra del soggiorno della casa che ho affittato qui su Greenfield, con Cagnaccio che dorme ai piedi del divano. La luce filtra debole e pallida attraverso il vetro, e il silenzio denso mi fa sentire così sola che vorrei mandare una mail a Brent e chiedergli di raggiungermi.
Brent, che con i suoi abbracci e i suoi baci è più pericoloso di me con le revolver tra le mani. Dovrei stargli lontana per un po', non voglio abituarmi alle sue braccia, ai suoi occhi. Siamo solo "amici di letto", non posso cercarlo anche quando vorrei solamente essere consolata. L'altra notte siamo rimasti abbracciati a dormire assieme nel suo alloggio su Hall Point, senza nemmeno fare sesso. E' una cosa che mi confonde, ma ho intenzione di lasciare la confusione lì dov'è. Troppe domande possono fare solamente male.
Potrei chiamare Jennifer, ma credo sia ancora arrabbiata con me per quella storia del nomignolo. Mi chiamava "Bao bei", tesoro. Le ho detto che è un nomignolo idiota, e si è offesa tantissimo. Dovrò trovare il modo di farmi perdonare, e sicuramente comprarle altri mostriciattoli giocattolo non è una buona idea.
Sono un disastro con le persone.
Where is my mind?

The neverending why

05/03/2514
h.13.20

Capitano Evans.
Nonostante ci abbia dormito su, continua a suonarmi troppo strano.
Pensare che ora sono io a custodire le chiavi della Banshee, a tenere in piedi i Phantom mi fa pensare che sia tutto sbagliato. Io sono sbagliata. Non è il ruolo che fa per me, non è il ruolo che volevo, ma non potevo dire di no a Quinn. Tengo troppo a questo equipaggio per distruggerlo, quindi ho deciso di assumermi questa responsabilità, per quanto grande essa sia.
Ho mandato giù la pessima notizia assieme a una bottiglia di whiskey, cosa che mi ha fatta crollare come una pera cotta, permettendomi di dormire serena tutta la notte. Questa mattina mi sono svegliata vestita, con il braccio di Jennifer che mi cingeva la vita da dietro. Inizialmente mi sono sentita confusa, poi ho ricordato tutto. Ieri sera l'ho baciata, e lei ha baciato me. Un contatto molto casto, innocente quasi. A dire il vero non so perché l'ho fatto, non credo si tratti solo del fatto che ero ubriaca, e nemmeno che riguardi solamente la mia curiosità nei confronti di un possibile rapporto con un'altra donna. Jennifer è un'amica di quelle che ho sempre desiderato avere, e in questo ultimo periodo mi è stata vicina. 
Non riesco a trovare risposte alle mie domande ultimamente. 
Mi piace andare a letto con Brent, mi piace quando mi bacia, e non so perché. Mi è piaciuto svegliarmi con Jennifer a fianco, nonostante questa vicinanza mi abbia messa lievemente a disagio una volta sobria, e non mi so spiegare il motivo. Sto combattendo per aiutare Mughain ed Evah, ma il fatto che lo faccia per un determinato ideale non è sufficiente a rispondere alla domanda: "perché?"
Forse il mio nuovo ruolo di capitano mi aiuterà a lasciare da parte tutta questa confusione e concentrarmi unicamente sul lavoro.
Alla fine dei conti è sempre questo che mi salva.

Understanding

01/03/2514
h. 12.00

Ormai andare a letto con Brent è diventato quasi... naturale.
L'altra sera abbiamo addirittura parlato, e anche molto. 
Di solito dopo aver finito aspetto che si addormenti e me ne vado, ma questa volta abbiamo avuto modo di conoscerci meglio. Ironico dire così, generalmente prima di finire a letto con una persona aspetto di conoscere qualche dettaglio sulla sua vita, sul suo modo di riflettere e vedere il mondo. Aspetto di provare qualcosa.
Per Brent non provo nulla sentimentalmente parlando invece, e gli ho anche confessato di andare a letto con lui perché sto cercando di dimenticare Christyan.
"Tu sei una donna pericolosa", mi ha detto. Non credo si riferisse alla mia abilità con le armi e coi pugni dato che quando gli ho chiesto cosa intendesse ha risposto che non sono una "da una botta e via". 
E' un uomo intelligente, e a modo suo sa comprendere bene le persone.
L'ho capito dal modo in cui mi ha stretta a sè, in cui il suo sguardo si è incastrato col mio. 
Credo che in qualche modo mi abbia capita.
Non fosse che poi abbiamo ripreso a rotolarci tra le lenzuola ammetto mi avrebbe fatto piacere parlare ancora.

Domesticated

25/02/2514
h.13.30

La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me, è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro, allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano... Disse la volpe: ecco il mio segreto. È molto semplice: non vedo bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.

Il dottor Ritter mi ha chiesto di passare in casa sua per dare da mangiare al suo gatto mentre lui è in viaggio per lavoro. Montezuma è un felino meraviglioso, una sagoma nera come il carbone con due grandi e ipnotici occhi verdi. Credo di stargli simpatica, anche se probabilmente è solo per convenienza. I gatti sono creature affascinanti. Come affascinante è la collezione di libri del dottore, che gentilmente mi ha concesso di sfogliarne quanti voglio, tranne quello miniato che custodisce nel frigorifero. E' un uomo strano, ma sembra davvero intelligente, e non posso che apprezzarlo. 
Mentre Montezuma mangiava ho estratto dalla mensola un paio di libri. Il primo è in francese, una lingua del mondo che fu a me sconosciuta: "Le Fleurs du Mal". Ho deciso comunque di sfogliarlo, e ho notato una poesia intitolata "Spleen", che mi ha riportata indietro di parecchi anni, quando mia madre me l'ha recitata senza nemmeno sapere chi fosse l'autore. E' una poesia tristissima, cupa, che si addiceva perfettamente al suo carattere. Dopo aver tentato di coglierne alcune frasi mi sono arresa, e sono passata al secondo libro. Si tratta di un racconto intitolato "Il Piccolo Principe". Credo si tratti di un libro per bambini, poiché le frasi sono semplici, essenziali e lineari, ma le ho trovate alquanto sensate e profonde. E' un libro che parla della vita e dei sentimenti, parla di noi, in un certo senso. Mi ha colpito un passaggio che ho riportato anche qui sul mio diario per ricordarmene in futuro. Ci ho riflettuto su per un po', e mi sono sentita infinitamente triste: noi siamo addomesticati come la volpe. Quando sentiamo un profumo, una canzone per radio, un colore lo colleghiamo immediatamente a un ricordo, a una persona.
Non riesco a comprendere la felicità della volpe: come si può essere lieti di venire addomesticati, condannati a collegare una determinata cosa a qualcuno per sempre

Mistakes

24/02/2415
h.10.29

Ultimamente agisco come se mi stessi ribellando a me stessa, a ciò che sono veramente.
Invece di imparare a combattere la mia paura di addormentarmi, la mia insonnia, sono andata dal dottor Ritter e mi sono fatta dare un sonnifero. Certo, ora dormo in modo sereno e profondo, ma è stato tutto troppo semplice e so benissimo che prima o poi dovrò costringermi ad abbandonare i sonniferi perché diventeranno una droga, e quando tornerò ad affrontare le mie notti piene di incubi sarà peggio di prima. 
Invece di trattenermi e cercare di cancellare certe persone dalla mia vita sono finita a letto con Brent, credendo che seguire il mio istinto fosse la cosa più giusta, e invece ora mi sento peggio di prima. Non faccio che pensare a Chris, a chiedermi che fine abbia fatto, a come reagirebbe se sapesse che ora non ha più il primato sul mio corpo. Purtroppo ha ancora il primato sul mio cuore, e vorrei davvero potermelo strappare via.
Mughain mi ha detto che bisogna affrontare ciò che siamo, imparare a distaccarci dal nostro passato, ma io non ce la faccio. Ci sono troppe cose del mio passato che vorrei cambiare, troppi errori che io e le persone che mi circondavano abbiamo fatto: errori irreparabili. 
E continuo a farne, uno dopo l'altro.
Errori, una miriade di errori. Sto cominciando a sentirmi un errore anche io.

Troubles

17/02/2514
h.11.30

Le cose vanno inesorabilmente male.


Sullo Skyplex c'è un sacco di lavoro a causa del casino causato dai misteriosi figuranti, e non riusciamo a venirne a capo pur collaborando con l'Alleanza. Continuano ad accadere cose strane, a sbucare nuovi nomi e nuovi fatti e le informazioni che raccogliamo non sono mai abbastanza.


Siamo rimasti in quattro nei Phantom, e ci siamo ficcati in uno dei guai peggiori che potessimo trovare.
Sentivo fin dall'inizio che non avremmo dovuto accettare l'incarico di Baylong: trovare un'associazione di presunti terroristi è un compito difficile e non assicura successo, e la fama della gentaglia per cui stiamo lavorando non promette nulla di buono. Pare siano in qualche modo associati con la Triade, che siano invischiati in traffici illegali e che spariscano persone con una certa frequenza lì da loro. 
Ieri hanno minacciato Quinn, e io non voglio e non posso permettere venga fatto qualcosa a lei o agli altri. Soprattutto a lei, visto che non sa usare una pistola e difendersi nel caso ce ne fosse bisogno.
Comincio a pensare che invece di dare la caccia a questi Dust Devils dovremmo trovarli e associarci con loro in modo da far fuori chiunque abbia a che fare con Baylong. 
Non faccio questo lavoro per arricchirmi, non me ne frega niente dei soldi che guadagno finché ne ho abbastanza per tirare avanti, io lavoro per aiutare chi ne ha bisogno, non per essere minacciata e sottostare a quella gente. Siamo i loro burattini, e se non ci muoviamo a fare qualcosa probabilmente saremo noi i prossimi a sparire dalla circolazione perché ci faranno fuori.
Questa sera ci siamo organizzati per andare a Safeport e indagare sui DD, ma non sono più motivata. 
Non ho paura, l'idea di farmi del male o di essere ammazzata non mi spaventa, ciò che temo è essere soggiogata da questa gente. 
Mi sento in gabbia, e probabilmente lo siamo tutti nei Phantom. 
Baylong ci ha messi in gabbia e ha gettato via la chiave.


E poi... Poi Christyan è sparito. Non si fa sentire da giorni, e io ho davvero il timore gli sia successo qualcosa.
Dove diavolo sei finito?

How does one become a butterfly?

16/02/2514
h.18.30


"La farfalla non conta gli anni ma gli istanti: per questo il suo breve tempo le basta."


Non so dove avesse pescato questa citazione, ma ricordo chiaramente il sorriso di Ryan mentre me la recitava, tre mesi prima che mi lasciasse. Tre mesi prima di morire.
Ai tempi sentire queste parole mi aveva fatto sorridere. Vedevo le farfalle come qualcosa di forte, dopotutto sono insetti che devono affrontare più fasi di crescita: da bruco, a larva, a farfalla. Mi sarebbe piaciuto essere come una farfalla, diventare una persona migliore, godere appieno di ogni istante.
Poi però, dopo che Ryan è morto, mi sono resa conto che contare gli anni è più facile soprattutto se te li lasci scivolare addosso. Gli anni sono lunghi e proprio per questo si tende a non farci caso se passano così in fretta, gli istanti invece... Gli istanti rimangono per sempre.
Oggi Brent mi ha disegnato una farfalla sulla mano. Quando l'ho invitato a farlo stavo scherzando, ma ora che abbasso lo sguardo sul disegno preciso e stilizzato mi rendo conto che mi piace e che mi causa una stretta al petto al tempo stesso, e mi sembra di non riconoscere più me stessa. Non sono più in grado di contare gli istanti e di farmi bastare il mio tempo, in compenso sono tormentata dagli anni che mi sono lasciata alle spalle. 
Ho detto a Brent che quell'insetto delicato e bellissimo non mi rappresenta, ma forse sbagliavo. Anche io, come la farfalla, sono tremendamente fragile, ma gli altri non se ne accorgono, per fortuna.
Vorrei non avere solo questo in comune con le farfalle, però. 
Vorrei essere in grado di volare, dopo aver strisciato per tutto questo tempo.

Challenges

15/02/2514
h. 15.00

L'ennesima festa ipocrita è passata, per fortuna.
Quanto meno quest'anno l'ho trascorsa assieme a Cagnaccio sdraiata sul divano della mia nuova casa bevendo whiskey e cercando inutilmente un canale radio che passasse canzoni non mielose che non mi facessero venire in mente lui. Dopotutto cosa mi aspettavo, che si presentasse fuori dalla mia porta con un mazzo di rose in mano? No, appunto.
In compenso oggi sono riuscita a farmi offrire un gin tonic da Brent, sempre così propenso ad alleggerirsi il portafogli, e l'ho anche convinto a trovarmi un costume per il ballo in maschera che sta organizzando per Hall Point. Mi ha lanciato una sfida, dicendo che me lo procura solo se lo mostrerò a lui in anteprima, e io non so dire di no alle sfide... Sarà uno spasso, soprattutto perchè è così sicuro di sè che non sembra essersi accorto che con me i giochi funzionano diversamente, visto che voglio sempre uscire vincitrice.
A proposito di sfide, è un piacere essere così presa dal lavoro da poter evitare ogni pensiero negativo. O quasi.
Sono salita di grado nello staff di Hall Point, ed è bello essere premiati per ciò che si fa. E' bello tenersi impegnati e arrivare stanchissimi a casa la sera, e crollare a letto senza troppe paranoie per la testa. 
Eppure gli incubi continuano. 
Eliminarli si rivelerà la sfida più difficile, temo.



Have they all gone mad?

07/02/2514
h.16.10

Devono essere tutti impazziti negli ultimi giorni.


Prima Chris, che mi dice che tra di noi non c'è solo sesso e che io lo so benissimo. 
Beccata in pieno. 
Il bacio che mi ha dato quel pomeriggio era... diverso. Diverso da ogni bacio che abbia mai ricevuto. Mi ha fatto paura, ma non ho potuto fare a meno di lasciarmi andare, come sempre. 
Con lui non riesco a fare altrimenti, e credo che questa cosa mi porterà all'autodistruzione.


Poi il mio capo, che mi manda una mail sul Cortex per chiedermi aiuto. 
La sua stanza era in uno stato pietoso, e lei peggio ancora. 
C'erano bottiglie di whiskey vuote, flaconi di pillole ovunque, fogli, sangue. 
Sono riuscita a lavarla e cambiarla e ho anche dovuto spendere parecchi soldi per comprarle dell'acqua e del cibo decente. Non sono riuscita a capire cosa le sia successo, ma ho letto alcuni fogli di diario che ho trovato nella sua stanza. A quanto pare anche lei ha degli scheletri nell'armadio che non riesce a scacciare. Vorrei capirci di più, appena si riprenderà.


E poi Brent, che mi chiede di accompagnarlo ad un incontro diplomatico perchè "non si sa mai, fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio." 
Che. Noia.
Almeno mi ha offerto un whiskey di vero malto, tanto lui se lo può permettere.


Per fortuna sono riuscita finalmente a firmare un contratto per un affitto, e nei prossimi giorni inizierò il trasloco a Oak Town. Cagnaccio sarà contento. Mi manca, e mi manca anche il suo padrone.
Maledizione.



Spleen

04/02/2514
h.14.00

Sparare mi piace troppo, devo imparare a riflettere prima di agire quando mi trovo in una situazione pericolosa. Mi lascio sempre guidare troppo dall'adrenalina e dall'istinto e troppo poco dalla testa, ma la prossima volta non ho intenzione di farmi ferire da un cowboy armato di fucile, nè ho intenzione di permettere a un meccanico tutto muscoli di urlarmi contro.
Devo trovare qualcuno che mi medichi la coscia, e devo trovare una bottiglia di whiskey che mi aiuti a mandare giù il dolore alla gamba e il cattivo umore che mi è venuto.