01/03/2514
h. 12.00
Ormai andare a letto con Brent è diventato quasi... naturale.
L'altra sera abbiamo addirittura parlato, e anche molto.
Di solito dopo aver finito aspetto che si addormenti e me ne vado, ma questa volta abbiamo avuto modo di conoscerci meglio. Ironico dire così, generalmente prima di finire a letto con una persona aspetto di conoscere qualche dettaglio sulla sua vita, sul suo modo di riflettere e vedere il mondo. Aspetto di provare qualcosa.
Per Brent non provo nulla sentimentalmente parlando invece, e gli ho anche confessato di andare a letto con lui perché sto cercando di dimenticare Christyan.
"Tu sei una donna pericolosa", mi ha detto. Non credo si riferisse alla mia abilità con le armi e coi pugni dato che quando gli ho chiesto cosa intendesse ha risposto che non sono una "da una botta e via".
E' un uomo intelligente, e a modo suo sa comprendere bene le persone.
L'ho capito dal modo in cui mi ha stretta a sè, in cui il suo sguardo si è incastrato col mio.
Credo che in qualche modo mi abbia capita.
Non fosse che poi abbiamo ripreso a rotolarci tra le lenzuola ammetto mi avrebbe fatto piacere parlare ancora.
Domesticated
25/02/2514
h.13.30
Il dottor Ritter mi ha chiesto di passare in casa sua per dare da mangiare al suo gatto mentre lui è in viaggio per lavoro. Montezuma è un felino meraviglioso, una sagoma nera come il carbone con due grandi e ipnotici occhi verdi. Credo di stargli simpatica, anche se probabilmente è solo per convenienza. I gatti sono creature affascinanti. Come affascinante è la collezione di libri del dottore, che gentilmente mi ha concesso di sfogliarne quanti voglio, tranne quello miniato che custodisce nel frigorifero. E' un uomo strano, ma sembra davvero intelligente, e non posso che apprezzarlo.
Mentre Montezuma mangiava ho estratto dalla mensola un paio di libri. Il primo è in francese, una lingua del mondo che fu a me sconosciuta: "Le Fleurs du Mal". Ho deciso comunque di sfogliarlo, e ho notato una poesia intitolata "Spleen", che mi ha riportata indietro di parecchi anni, quando mia madre me l'ha recitata senza nemmeno sapere chi fosse l'autore. E' una poesia tristissima, cupa, che si addiceva perfettamente al suo carattere. Dopo aver tentato di coglierne alcune frasi mi sono arresa, e sono passata al secondo libro. Si tratta di un racconto intitolato "Il Piccolo Principe". Credo si tratti di un libro per bambini, poiché le frasi sono semplici, essenziali e lineari, ma le ho trovate alquanto sensate e profonde. E' un libro che parla della vita e dei sentimenti, parla di noi, in un certo senso. Mi ha colpito un passaggio che ho riportato anche qui sul mio diario per ricordarmene in futuro. Ci ho riflettuto su per un po', e mi sono sentita infinitamente triste: noi siamo addomesticati come la volpe. Quando sentiamo un profumo, una canzone per radio, un colore lo colleghiamo immediatamente a un ricordo, a una persona.
Non riesco a comprendere la felicità della volpe: come si può essere lieti di venire addomesticati, condannati a collegare una determinata cosa a qualcuno per sempre?
h.13.30
La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me, è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro, allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano... Disse la volpe: ecco il mio segreto. È molto semplice: non vedo bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.
Il dottor Ritter mi ha chiesto di passare in casa sua per dare da mangiare al suo gatto mentre lui è in viaggio per lavoro. Montezuma è un felino meraviglioso, una sagoma nera come il carbone con due grandi e ipnotici occhi verdi. Credo di stargli simpatica, anche se probabilmente è solo per convenienza. I gatti sono creature affascinanti. Come affascinante è la collezione di libri del dottore, che gentilmente mi ha concesso di sfogliarne quanti voglio, tranne quello miniato che custodisce nel frigorifero. E' un uomo strano, ma sembra davvero intelligente, e non posso che apprezzarlo.
Mentre Montezuma mangiava ho estratto dalla mensola un paio di libri. Il primo è in francese, una lingua del mondo che fu a me sconosciuta: "Le Fleurs du Mal". Ho deciso comunque di sfogliarlo, e ho notato una poesia intitolata "Spleen", che mi ha riportata indietro di parecchi anni, quando mia madre me l'ha recitata senza nemmeno sapere chi fosse l'autore. E' una poesia tristissima, cupa, che si addiceva perfettamente al suo carattere. Dopo aver tentato di coglierne alcune frasi mi sono arresa, e sono passata al secondo libro. Si tratta di un racconto intitolato "Il Piccolo Principe". Credo si tratti di un libro per bambini, poiché le frasi sono semplici, essenziali e lineari, ma le ho trovate alquanto sensate e profonde. E' un libro che parla della vita e dei sentimenti, parla di noi, in un certo senso. Mi ha colpito un passaggio che ho riportato anche qui sul mio diario per ricordarmene in futuro. Ci ho riflettuto su per un po', e mi sono sentita infinitamente triste: noi siamo addomesticati come la volpe. Quando sentiamo un profumo, una canzone per radio, un colore lo colleghiamo immediatamente a un ricordo, a una persona.
Non riesco a comprendere la felicità della volpe: come si può essere lieti di venire addomesticati, condannati a collegare una determinata cosa a qualcuno per sempre?
Mistakes
24/02/2415
h.10.29
Ultimamente agisco come se mi stessi ribellando a me stessa, a ciò che sono veramente.
Invece di imparare a combattere la mia paura di addormentarmi, la mia insonnia, sono andata dal dottor Ritter e mi sono fatta dare un sonnifero. Certo, ora dormo in modo sereno e profondo, ma è stato tutto troppo semplice e so benissimo che prima o poi dovrò costringermi ad abbandonare i sonniferi perché diventeranno una droga, e quando tornerò ad affrontare le mie notti piene di incubi sarà peggio di prima.
Invece di trattenermi e cercare di cancellare certe persone dalla mia vita sono finita a letto con Brent, credendo che seguire il mio istinto fosse la cosa più giusta, e invece ora mi sento peggio di prima. Non faccio che pensare a Chris, a chiedermi che fine abbia fatto, a come reagirebbe se sapesse che ora non ha più il primato sul mio corpo. Purtroppo ha ancora il primato sul mio cuore, e vorrei davvero potermelo strappare via.
Mughain mi ha detto che bisogna affrontare ciò che siamo, imparare a distaccarci dal nostro passato, ma io non ce la faccio. Ci sono troppe cose del mio passato che vorrei cambiare, troppi errori che io e le persone che mi circondavano abbiamo fatto: errori irreparabili.
E continuo a farne, uno dopo l'altro.
Errori, una miriade di errori. Sto cominciando a sentirmi un errore anche io.
h.10.29
Ultimamente agisco come se mi stessi ribellando a me stessa, a ciò che sono veramente.
Invece di imparare a combattere la mia paura di addormentarmi, la mia insonnia, sono andata dal dottor Ritter e mi sono fatta dare un sonnifero. Certo, ora dormo in modo sereno e profondo, ma è stato tutto troppo semplice e so benissimo che prima o poi dovrò costringermi ad abbandonare i sonniferi perché diventeranno una droga, e quando tornerò ad affrontare le mie notti piene di incubi sarà peggio di prima.
Invece di trattenermi e cercare di cancellare certe persone dalla mia vita sono finita a letto con Brent, credendo che seguire il mio istinto fosse la cosa più giusta, e invece ora mi sento peggio di prima. Non faccio che pensare a Chris, a chiedermi che fine abbia fatto, a come reagirebbe se sapesse che ora non ha più il primato sul mio corpo. Purtroppo ha ancora il primato sul mio cuore, e vorrei davvero potermelo strappare via.
Mughain mi ha detto che bisogna affrontare ciò che siamo, imparare a distaccarci dal nostro passato, ma io non ce la faccio. Ci sono troppe cose del mio passato che vorrei cambiare, troppi errori che io e le persone che mi circondavano abbiamo fatto: errori irreparabili.
E continuo a farne, uno dopo l'altro.
Errori, una miriade di errori. Sto cominciando a sentirmi un errore anche io.
Stronger
19/02/2514
h. 19.30
Ultimamente ogni cosa sembra andare sempre peggio, mi sono addirittura ritrovata con il setto nasale fratturato e costretta ad usare una stampella e un tutore per la caviglia a causa di una rissa su Safeport... Tutto questo nel tentativo di origliare qualcosa su quei maledetti Dust Devils per quei maledetti di Baylong.
Ultimamente i terroristi hanno deciso di alzare la voce su Greenfield, attaccando gli Alleati e attaccando volantini rivoluzionari in giro per Oak Town. Mi spiace dover indagare su di loro, dato che credo più nei loro ideali che in quelli dell'Alleanza. Li capisco, per quanto non sappia cosa voglia dire aver perso una guerra. Ma posso comprendere l'odio viscerale che ribolle nelle loro vene, un odio che ti porta a fare qualsiasi cosa per vendicarti. Fatto sta che mi tocca cercarli e anche trovarli, se non voglio che quelli di Baylong vengano a prendersi un arto per ognuno dei Phantom con la scusa che li abbiamo delusi.
Oggi ho fatto una passeggiata con Quinn nei pressi della Quercia Nera, dato che è lì che i Dust Devils hanno attaccato i soldati alleati un paio di giorni fa. Abbiamo dato un'occhiata in giro e abbiamo cercato di decidere come muoverci, e poi siamo finite su argomenti poco piacevoli, come l'aver perso una persona che si amava. Ho scoperto che anche lei ha perso un uomo, e con perso intendo... Perso per sempre. Un po' come io ho perso Ryan.
Ci siamo scambiate un paio di battute, decidendo che i nostri cani meritano sicuramente più affetto degli uomini, e concluso il discorso credo di aver ritrovato un po' di forza, e ne avevo davvero bisogno dato che ultimamente mi sono sentita troppo debole.
Devo cancellareChristyan dalla mia vita, poi sarò di nuovo forte.
h. 19.30
Ultimamente ogni cosa sembra andare sempre peggio, mi sono addirittura ritrovata con il setto nasale fratturato e costretta ad usare una stampella e un tutore per la caviglia a causa di una rissa su Safeport... Tutto questo nel tentativo di origliare qualcosa su quei maledetti Dust Devils per quei maledetti di Baylong.
Ultimamente i terroristi hanno deciso di alzare la voce su Greenfield, attaccando gli Alleati e attaccando volantini rivoluzionari in giro per Oak Town. Mi spiace dover indagare su di loro, dato che credo più nei loro ideali che in quelli dell'Alleanza. Li capisco, per quanto non sappia cosa voglia dire aver perso una guerra. Ma posso comprendere l'odio viscerale che ribolle nelle loro vene, un odio che ti porta a fare qualsiasi cosa per vendicarti. Fatto sta che mi tocca cercarli e anche trovarli, se non voglio che quelli di Baylong vengano a prendersi un arto per ognuno dei Phantom con la scusa che li abbiamo delusi.
Oggi ho fatto una passeggiata con Quinn nei pressi della Quercia Nera, dato che è lì che i Dust Devils hanno attaccato i soldati alleati un paio di giorni fa. Abbiamo dato un'occhiata in giro e abbiamo cercato di decidere come muoverci, e poi siamo finite su argomenti poco piacevoli, come l'aver perso una persona che si amava. Ho scoperto che anche lei ha perso un uomo, e con perso intendo... Perso per sempre. Un po' come io ho perso Ryan.
Ci siamo scambiate un paio di battute, decidendo che i nostri cani meritano sicuramente più affetto degli uomini, e concluso il discorso credo di aver ritrovato un po' di forza, e ne avevo davvero bisogno dato che ultimamente mi sono sentita troppo debole.
Devo cancellare
Troubles
17/02/2514
h.11.30
Le cose vanno inesorabilmente male.
Sullo Skyplex c'è un sacco di lavoro a causa del casino causato dai misteriosi figuranti, e non riusciamo a venirne a capo pur collaborando con l'Alleanza. Continuano ad accadere cose strane, a sbucare nuovi nomi e nuovi fatti e le informazioni che raccogliamo non sono mai abbastanza.
Siamo rimasti in quattro nei Phantom, e ci siamo ficcati in uno dei guai peggiori che potessimo trovare.
Sentivo fin dall'inizio che non avremmo dovuto accettare l'incarico di Baylong: trovare un'associazione di presunti terroristi è un compito difficile e non assicura successo, e la fama della gentaglia per cui stiamo lavorando non promette nulla di buono. Pare siano in qualche modo associati con la Triade, che siano invischiati in traffici illegali e che spariscano persone con una certa frequenza lì da loro.
Ieri hanno minacciato Quinn, e io non voglio e non posso permettere venga fatto qualcosa a lei o agli altri. Soprattutto a lei, visto che non sa usare una pistola e difendersi nel caso ce ne fosse bisogno.
Comincio a pensare che invece di dare la caccia a questi Dust Devils dovremmo trovarli e associarci con loro in modo da far fuori chiunque abbia a che fare con Baylong.
Non faccio questo lavoro per arricchirmi, non me ne frega niente dei soldi che guadagno finché ne ho abbastanza per tirare avanti, io lavoro per aiutare chi ne ha bisogno, non per essere minacciata e sottostare a quella gente. Siamo i loro burattini, e se non ci muoviamo a fare qualcosa probabilmente saremo noi i prossimi a sparire dalla circolazione perché ci faranno fuori.
Questa sera ci siamo organizzati per andare a Safeport e indagare sui DD, ma non sono più motivata.
Non ho paura, l'idea di farmi del male o di essere ammazzata non mi spaventa, ciò che temo è essere soggiogata da questa gente.
Mi sento in gabbia, e probabilmente lo siamo tutti nei Phantom.
Baylong ci ha messi in gabbia e ha gettato via la chiave.
E poi... Poi Christyan è sparito. Non si fa sentire da giorni, e io ho davvero il timore gli sia successo qualcosa.
Dove diavolo sei finito?
h.11.30
Le cose vanno inesorabilmente male.
Sullo Skyplex c'è un sacco di lavoro a causa del casino causato dai misteriosi figuranti, e non riusciamo a venirne a capo pur collaborando con l'Alleanza. Continuano ad accadere cose strane, a sbucare nuovi nomi e nuovi fatti e le informazioni che raccogliamo non sono mai abbastanza.
Siamo rimasti in quattro nei Phantom, e ci siamo ficcati in uno dei guai peggiori che potessimo trovare.
Sentivo fin dall'inizio che non avremmo dovuto accettare l'incarico di Baylong: trovare un'associazione di presunti terroristi è un compito difficile e non assicura successo, e la fama della gentaglia per cui stiamo lavorando non promette nulla di buono. Pare siano in qualche modo associati con la Triade, che siano invischiati in traffici illegali e che spariscano persone con una certa frequenza lì da loro.
Ieri hanno minacciato Quinn, e io non voglio e non posso permettere venga fatto qualcosa a lei o agli altri. Soprattutto a lei, visto che non sa usare una pistola e difendersi nel caso ce ne fosse bisogno.
Comincio a pensare che invece di dare la caccia a questi Dust Devils dovremmo trovarli e associarci con loro in modo da far fuori chiunque abbia a che fare con Baylong.
Non faccio questo lavoro per arricchirmi, non me ne frega niente dei soldi che guadagno finché ne ho abbastanza per tirare avanti, io lavoro per aiutare chi ne ha bisogno, non per essere minacciata e sottostare a quella gente. Siamo i loro burattini, e se non ci muoviamo a fare qualcosa probabilmente saremo noi i prossimi a sparire dalla circolazione perché ci faranno fuori.
Questa sera ci siamo organizzati per andare a Safeport e indagare sui DD, ma non sono più motivata.
Non ho paura, l'idea di farmi del male o di essere ammazzata non mi spaventa, ciò che temo è essere soggiogata da questa gente.
Mi sento in gabbia, e probabilmente lo siamo tutti nei Phantom.
Baylong ci ha messi in gabbia e ha gettato via la chiave.
E poi... Poi Christyan è sparito. Non si fa sentire da giorni, e io ho davvero il timore gli sia successo qualcosa.
Dove diavolo sei finito?
How does one become a butterfly?
16/02/2514
h.18.30
Non so dove avesse pescato questa citazione, ma ricordo chiaramente il sorriso di Ryan mentre me la recitava, tre mesi prima che mi lasciasse. Tre mesi prima di morire.
Ai tempi sentire queste parole mi aveva fatto sorridere. Vedevo le farfalle come qualcosa di forte, dopotutto sono insetti che devono affrontare più fasi di crescita: da bruco, a larva, a farfalla. Mi sarebbe piaciuto essere come una farfalla, diventare una persona migliore, godere appieno di ogni istante.
Poi però, dopo che Ryan è morto, mi sono resa conto che contare gli anni è più facile soprattutto se te li lasci scivolare addosso. Gli anni sono lunghi e proprio per questo si tende a non farci caso se passano così in fretta, gli istanti invece... Gli istanti rimangono per sempre.
Oggi Brent mi ha disegnato una farfalla sulla mano. Quando l'ho invitato a farlo stavo scherzando, ma ora che abbasso lo sguardo sul disegno preciso e stilizzato mi rendo conto che mi piace e che mi causa una stretta al petto al tempo stesso, e mi sembra di non riconoscere più me stessa. Non sono più in grado di contare gli istanti e di farmi bastare il mio tempo, in compenso sono tormentata dagli anni che mi sono lasciata alle spalle.
Ho detto a Brent che quell'insetto delicato e bellissimo non mi rappresenta, ma forse sbagliavo. Anche io, come la farfalla, sono tremendamente fragile, ma gli altri non se ne accorgono, per fortuna.
Vorrei non avere solo questo in comune con le farfalle, però.
Vorrei essere in grado di volare, dopo aver strisciato per tutto questo tempo.
h.18.30
"La farfalla non conta gli anni ma gli istanti: per questo il suo breve tempo le basta."
Non so dove avesse pescato questa citazione, ma ricordo chiaramente il sorriso di Ryan mentre me la recitava, tre mesi prima che mi lasciasse. Tre mesi prima di morire.
Ai tempi sentire queste parole mi aveva fatto sorridere. Vedevo le farfalle come qualcosa di forte, dopotutto sono insetti che devono affrontare più fasi di crescita: da bruco, a larva, a farfalla. Mi sarebbe piaciuto essere come una farfalla, diventare una persona migliore, godere appieno di ogni istante.
Poi però, dopo che Ryan è morto, mi sono resa conto che contare gli anni è più facile soprattutto se te li lasci scivolare addosso. Gli anni sono lunghi e proprio per questo si tende a non farci caso se passano così in fretta, gli istanti invece... Gli istanti rimangono per sempre.
Oggi Brent mi ha disegnato una farfalla sulla mano. Quando l'ho invitato a farlo stavo scherzando, ma ora che abbasso lo sguardo sul disegno preciso e stilizzato mi rendo conto che mi piace e che mi causa una stretta al petto al tempo stesso, e mi sembra di non riconoscere più me stessa. Non sono più in grado di contare gli istanti e di farmi bastare il mio tempo, in compenso sono tormentata dagli anni che mi sono lasciata alle spalle.
Ho detto a Brent che quell'insetto delicato e bellissimo non mi rappresenta, ma forse sbagliavo. Anche io, come la farfalla, sono tremendamente fragile, ma gli altri non se ne accorgono, per fortuna.
Vorrei non avere solo questo in comune con le farfalle, però.
Vorrei essere in grado di volare, dopo aver strisciato per tutto questo tempo.
Fighting
15/02/2514
h. 20.00
Combattere.
Cosa significa combattere?
Sui dizionari si trova qualche significato differente, ma quasi sempre si intende partecipare a una guerra, a una partita, a un litigio.
Nessuno parla mai di combattere per sè stessi.
C'è tanta gente che non vuole più combattere perchè ha perso tutto e pensa di non aver più niente e nessuno per cui lottare. In qualche modo riesco a comprendere queste persone, ma non è un ragionamento che sostengo né approvo.
Poi c'è gente che si ostina a combattere nonostante abbia perso tutto. Lo fanno per vendetta, lo fanno in memoria di chi hanno perso, lo fanno perchè hanno speranza.
Cosa c'è di male nel riporre fiducia nelle proprie azioni sperando in un futuro migliore? Sono convinta si debba sempre combattere, anche se le possibilità di vincere la battaglia siano misere.
Io ho sempre combattuto. Da più piccola combattevo per ribellarmi, per essere me stessa e non chi i miei genitori volevano che fossi. Ora combatto ogni giorno contro i fantasmi del mio passato, combatto per i miei ideali. Combatto perchè se non lo facessi mi sentirei persa. Come si può pensare di vivere la propria vita senza qualcosa o qualcuno per cui combattere? Che vita è se vissuta passivamente? Non è vita.
Il discorso nato oggi mentre parlavo con quello strambo ragazzino tatuato, Abel, mi ha fatto venire in mente tutte queste cose. Un po' gliene ho dette, ma lui non la pensa come me. Lui non vive.
Io vivo invece, e combatto. Combatto persino per Cagnaccio. E per il suo padrone, anche.
Ho bisogno di bere.
h. 20.00
Combattere.
Cosa significa combattere?
Sui dizionari si trova qualche significato differente, ma quasi sempre si intende partecipare a una guerra, a una partita, a un litigio.
Nessuno parla mai di combattere per sè stessi.
C'è tanta gente che non vuole più combattere perchè ha perso tutto e pensa di non aver più niente e nessuno per cui lottare. In qualche modo riesco a comprendere queste persone, ma non è un ragionamento che sostengo né approvo.
Poi c'è gente che si ostina a combattere nonostante abbia perso tutto. Lo fanno per vendetta, lo fanno in memoria di chi hanno perso, lo fanno perchè hanno speranza.
Cosa c'è di male nel riporre fiducia nelle proprie azioni sperando in un futuro migliore? Sono convinta si debba sempre combattere, anche se le possibilità di vincere la battaglia siano misere.
Io ho sempre combattuto. Da più piccola combattevo per ribellarmi, per essere me stessa e non chi i miei genitori volevano che fossi. Ora combatto ogni giorno contro i fantasmi del mio passato, combatto per i miei ideali. Combatto perchè se non lo facessi mi sentirei persa. Come si può pensare di vivere la propria vita senza qualcosa o qualcuno per cui combattere? Che vita è se vissuta passivamente? Non è vita.
Il discorso nato oggi mentre parlavo con quello strambo ragazzino tatuato, Abel, mi ha fatto venire in mente tutte queste cose. Un po' gliene ho dette, ma lui non la pensa come me. Lui non vive.
Io vivo invece, e combatto. Combatto persino per Cagnaccio. E per il suo padrone, anche.
Ho bisogno di bere.
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